3 strategie per gestire e superare le paure dei bambini

3 strategie per gestire e superare le paure dei bambini

3 strategie per gestire e superare le paure dei bambini. Le paure fanno parte della vita di tutti noi, compaiono sia nel mondo degli adulti sia in quello dei bambini. Generalmente i piccoli hanno paura di cose specifiche come il buio, alcuni animali, particolari oggetti o cose inanimate (mostri, streghe e fantasmi).
Spesso i bambini si sentono vulnerabili e non protetti in un universo in cui tutto è nuovo per loro. In questo contesto, spetta ai genitori insegnare come affrontare in modo sano questi sentimenti di insicurezza. Se ti preoccupi e ti ritrovi costantemente a pensare “mio figlio ha paura di tutto”, ecco alcuni suggerimenti su cosa puoi fare per aiutarlo.

1. Ascolta e offri uno spazio per parlare di cosa lo spaventa

Quando il bambino inizia a manifestare sentimenti di paura, è importante ascoltare e prestare attenzione a ciò che ha da dire. Ignorare e sminuire ciò che spaventa il tuo bambino o deriderlo può farlo sentire incompreso e senza una guida su cui possa fare affidamento. Per quanto l’oggetto della sua paura possa sembrare banale agli occhi di un adulto, è fondamentale per lui sapere di poter contare sui suoi genitori e di avere uno spazio all’interno del quale possa esprimersi.

Utilizza giochi o libri per entrare in contatto con la paura

3 strategie per gestire e superare le paure dei bambini

Può essere molto utile utilizzare giochi o libri per entrare in contatto con la paura e per offrire strumenti per poterla gestire e superare. Le paure non passano in un giorno. Per questo è fondamentale che il genitore sia paziente e rispetti il tempo necessario al bambino per affrontarle.

2. Non evitare la paura ma accoglila

La paura è una sensazione naturale, è un istinto di sopravvivenza. Pertanto, è impossibile impedire a tuo figlio di vivere senza tale sensazione. Proteggere i bambini dalla paura e dalla realtà non li aiuterà nel loro percorso di crescita. L’abilità sta nel riuscire a lavorare affinché il bambino riesca a sviluppare la fiducia in se stesso.
I bambini sicuri di sé sono curiosi, più socievoli e aperti al nuovo. La paura esisterà e ci accompagnerà sempre, ma un atteggiamento iperprotettivo impedirà al bambino di compiere quelle esperienze necessarie per poter diventare un adulto libero e più felice in futuro. Se qualcosa spaventa tuo figlio, aiutalo a trovare un modo per affrontare e risolvere quella paura.

Evita di evocare volontariamente la paura

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3. Evita di evocare volontariamente la paura

Anche se la paura è una sensazione normale, bisognerebbe evitare di evocarla volontariamente per far sì che il bambino segui delle regole. È fondamentale stabilire delle regole ed imporre dei limiti, ma usare frasi del tipo “non farlo, ti farai male!” oppure “non andare lì, c’è il mostro o la strega!”, è controproducente.
Sicuramente queste espressioni possono aiutare gli adulti ad ottenere il loro scopo ma, col passare del tempo, i bambini diventeranno più paurosi e spaventati.
La paura può essere paralizzante e si dovrebbe cercare di resistere alla tentazione di usare questo tipo di vocabolario.
Far rispettare le regole senza ricorrere all’evocazione della paura aiuta i bambini ad avventurarsi nel mondo senza l’ansia per l’ignoto o con un atteggiamento sospettoso.

Se nulla sembra funzionare, un esperto può aiutarti

Generalmente le paure nei bambini sono transitorie se gestite in modo efficace. Se il bambino continua ad essere costantemente spaventato da qualcosa, può essere utile una consulenza psicologica finalizzata a comprendere meglio la situazione. Può accadere che il bambino abbia difficoltà ad esprimere la paura o possa aver vissuto un’esperienza traumatica di cui l’adulto non è a conoscenza. Il confonto con un esperto può aiutarti, inoltre, a comprendere se ci sono state delle strategie fallimentari messe in atto finora e può guidarti a correggere il tiro.
La paura nasce con noi e ci prepara ad affrontare le sfide della vita. Sostieni tuo figlio per comprendere ed affrontare questa sensazione e usala come alleata. Dopotutto, ogni eroe coraggioso prova anche paura, ma ha imparato ad affrontarla!

E voi come gestite le vostre paure e quelle dei dei vostri figli?

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Genitori e Figli nella Gestione della Separazione

Genitori e Figli nella Gestione della Separazione

Genitori e Figli nella Gestione della Separazione. Anche se la separazione è tra gli eventi più stressanti per la famiglia, non è detto che si vengano a creare automaticamente problemi psicologici invalidanti nei soggetti coinvolti.
Considerando il nucleo famiglia come un sistema, la separazione comporta una rottura di questo sistema, un cambiamento che innesca diversi effetti.
Non sempre tali effetti sono da intendersi in maniera negativa, talvolta possono apportare benefici su ciascun individuo coinvolto. Essendo un evento comunque doloroso, soprattutto nelle fasi iniziali, possono essere riscontrate diverse difficoltà di adattamento da parte dei figli.

Possibili difficoltà manifestate dai figli

I bambini (solitamente a partire dai 3 anni) possono manifestare tipici comportamenti regressivi, tra i quali paura di dormire da soli, fare capricci, enuresi notturna, esplosioni di rabbia.
I ragazzi possono cominciare a manifestare comportamenti legati alla ribellione e avere atteggiamenti provocatori e trasgressivi, che giustificano come reazione al trauma che hanno subito. Se tali manifestazioni comportamentali vengono gestite in maniera adeguata, il sistema, dopo la sua rottura, troverà e ristabilirà naturalmente un nuovo equilibrio.

Possibili difficoltà dei figli

Genitori e figli nella gestione della separazione

In alcuni casi, nonostante la separazione sia stata intrapresa senza conflitti ed ostilità, i figli possono manifestare disagio e malessere duraturi nel tempo che destano numerose preoccupazioni nei genitori, che finiscono per trovarsi costantemente insieme per rassicurare i figli, pur essendo separati.

Come evitare il conflitto e separarsi bene

In alcuni casi la separazione è un evento inevitabile, spesso la sofferenza o il sentimento di perdita assumono caratteristiche di conflittualità, altre volte questa può essere mascherata da una forma di collaborazione da parte di un coniuge allo scopo di manipolare l’altro, talvolta sostenuto dal disagio manifestato dai figli per riavvicinare il genitore. Non essere più una coppia ma continuare ad essere genitori: questa è una delle prove più difficili da superare, soprattutto quando la separazione genera sensazioni incontrollabili come rabbia, dolore e paura.

Comunicare in modo efficace

Genitori e figli nella gestione della separazione

Comunicare in modo efficace

Comunicare in modo efficace la decisione di volersi separare ai figli è un aspetto importante ed un ingrediente fondamentale per separarsi bene. Alcuni ritengono che comunicare al bambino cosa sta accadendo e cosa accadrà in futuro sia un modo diretto di prospettare uno scenario definitivo e irreversibile.
In realtà questo tipo di comunicazione mette il bambino di fronte ad una prospettiva spaventosa, che non gli concede il necessario periodo per potersi adattare ad un cambiamento familiare così importante. I bambini hanno bisogno di tempo per comprendere cosa sta accadendo, quindi, nella fase iniziale è auspicabile comunicare che si prospetterà un allontanamento temporaneo da casa del genitore e solo successivamente, quando il bambino avrà capito che è in grado di gestire emotivamente tale assenza, la si potrà definire come situazione definitiva.

Paura e rabbia

Altro ingrediente per separarsi bene è quello di evitare di cadere nella trappola generata dalla paura o dalla rabbia, che conduce un genitore a volere una relazione esclusiva con il figlio, escludendo l’altro dalla sua vita e impedendogli di vivere la propria relazione con il figlio.

Non si può negare che questo atteggiamento produca delle conseguenze di difficile gestione, soprattutto quando viene utilizzata la legge per ottenere una rivalsa rispetto ai torti subiti. Spesso queste emozioni prendono il sopravvento e la situazione può degenerare.

L’obiettivo di ogni genitore è quello di tutelare i propri figli e per farlo entrambe le figure genitoriali devono fare in modo di rimanere costanti punti di riferimento a prescindere dal dolore causato della separazione.

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