Ipnosi Ericksoniana

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Ipnosi Ericksoniana

Ipnosi Ericksoniana

L’uso dell’Ipnosi nella pratica clinica e’ conosciuto fin dall’antichità, epoca in cui i fenomeni ipnotici erano letti anche in chiave divinatoria. L’ipnosi del passato si basava soprattutto su concezioni mistiche e sull’intervento suggestivo di personaggi carismatici ed autoritari.
Nel corso degli ultimi anni, l’ipnosi ha perso gradualmente quella connotazione mistica legata a stati eccezionali prodotti dalla suggestione, affermandosi sempre più come una condizione naturale, che si può manifestare spontaneamente e più volte nell’arco della giornata (Common every trance – Haley, 1978). Noi tutti sperimentiamo spesso questo stato quando, ad esempio, siamo talmente immersi nella lettura di un libro e la nostra mente va altrove, tanto da continuare a sfogliare le pagine e accorgerci poi di non ricordare nulla di quello che stavamo leggendo.

Milton H. Erickson introduce una nuova concezione della condizione dello stato ipnotico, definendolo come “condizione naturale che implica la perdita di orientamento nei confronti della realtà esterna e lo stabilirsi di un nuovo orientamento nei confronti di una realtà concettuale astratta”.

Lo stato di trance

Durante lo stato di trance l’attenzione è focalizzata e la coscienza ristretta, tale da permettere al soggetto l’accesso alla dimensione inconscia ed entrare in contatto con ricordi, immagini ed emozioni, incoraggiando le risorse e le capacità che restano spesso assopite a livello cosciente. L’obiettivo principale dell’ipnosi ericksoniana, chiamata anche naturalistica, è quello di permettere alle abilità inconsce di interagire tra loro per arrivare ad una soluzione creativa del problema, interrompendo o modificando la rigidità e i limiti degli schemi abituali di riferimento, presenti nello stato di coscienza.

Ipnosi Ericksoniana

Attenzione focalizzata e coscienza ristretta

Ipnosi Ericksoniana

Nell’ipnosi ericksoniana il terapeuta si adatta al paziente limitando il suo intervento alle richieste che gli vengono rivolte e alla utilizzazione delle risorse disponibili, permettendo al paziente di accedere a nuove possibilità nella soluzione del problema. L’individuo è parte attiva dell’intero processo, l’ipnotista ascolta ed osserva, assumendo il ruolo di facilitatore dell’esperienza evitando di suggerire eventuali soluzioni.

Campi di applicazione dell’ipnosi

I campi di applicazione dell’ipnosi sono numerosissimi: può essere impiegata nei disturbi d’ansia e per diminuire lo stress, nelle affezioni psicosomatiche, per correggere comportamenti legati alle dipendenze (abuso di sostanze, tabagismo, alcolismo), per il controllo della rabbia, per la produzione di analgesie immediate e a lungo termine nel controllo del dolore, nei disturbi sessuali, in gravidanza e per la preparazione al parto, per migliore le prestazioni sportive, nel trattamento dell’insonnia etc.

Quello che Erickson faceva era costruire la terapia passo dopo passo, così che quando arrivava al punto in cui il paziente era pronto a cambiare, questo era semplicemente l’ultimo di una serie di gradini già predisposti. E. Rossi

Ipnosi da scoprire

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