Comportamento Oppositivo-Provocatorio

Infanzia e Adolescenza
Terapia Breve Strategica

Comportamento Oppositivo-Provocatorio

Il Comportamento Oppositivo-Provocatorio si esplica nella continua opposizione rispetto a regole o divieti. Si manifesta con atteggiamenti disturbanti, diffidenti, ostili e provocatori che possono divenire distruttivi verso gli altri e/o i beni materiali, al fine di attirare l’attenzione, seppure in qualità di eroe negativo. Caratteristica specifica del disturbo oppositivo provocatorio è la convinzione che il proprio atteggiamento non sia oppositivo in se stesso, ma sia una risposta adeguata a situazioni intollerabili causate dagli altri. Alcuni aspetti che riguardano questo disturbo possono essere considerati del tutto normali, soprattutto nei primi anni di vita, quando il bambino sperimenta diverse modalità di interazione con l’ambiente circostante. I problemi insorgono nel momento in cui comportamenti ostili e provocatori, normali in alcune fasi di sviluppo, si cristallizzano e diventano modalità costanti nelle fasi di sviluppo successivo, fino a compromettere il normale inserimento sociale.

Disturbo oppositivo-provocatorio e tentate soluzioni

Il disturbo esplode solitamente verso gli 8 anni e coinvolge in misura maggiore i maschi, prima della pubertà, e in eguale misura i due sessi durante l’adolescenza. Nell’adolescente l’atteggiamento di opposizione può assumere caratteristiche violente.
Sia nell’ambito scolastico, sia in quello domestico si osservano solitamente le seguenti tentate soluzioni messe in atto dagli adulti coinvolti, nel tentativo di risolvere il problema:

  • Spiegazioni razionali sulla necessità di rispettare le richieste degli insegnanti e/o dei genitori, richiami, rimproveri, dichiarazioni di proibizioni (che raramente vengono attuate), fino ad arrivare a punizioni di varia natura;
  • Gli insegnanti, in seguito a queste tentate soluzioni, in cui arrivano ad ottenere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato, per cui l’allievo persiste nei suoi atteggiamenti, cominciano a chiedere aiuto e collaborazione ai genitori, ad esperti del settore o ad altri insegnanti, con una serie di lamentele rispetto alla natura del bambino e alla solitudine sperimentata nella sua gestione;
  • I genitori chiedono direttamente al bambino di interrompere il comportamento inopportuno.
Terapia Breve Strategica

Tentate soluzioni che alimentano il problema

Comportamento Oppositivo-Provocatorio

Come intervenire

Per intervenire efficacemente nella risoluzione di tale problema, per prima cosa è necessario interrompere la rigidità delle posizioni che si sono costruite nel tempo, in cui si osserva il bambino che si contrappone all’insegnante e viceversa come una sorta di tiro alla fune, in un gioco senza fine.

E’ necessario, quindi, cambiare la relazione instauratasi, fare in modo che da simmetrica diventi complementare, attuando nuovi schemi di risposte. Strategicamente l’insegnante potrà chiedere al bambino, per esempio, “che le piacerebbe molto se lui non facesse questa cosa o non adottasse questo atteggiamento, ma se proprio non riesce, non importa”. Lo stesso atteggiamento può essere adottato dai genitori nei confronti dei propri figli che sono soliti trasgredire le regole. Queste dichiarazioni mettono l’insegnante o il genitore in una posizione complementare rispetto all’allievo o al figlio, costringendolo a smettere di essere simmetrico e a sfidare l’adulto con un atteggiamento diverso. Esistono altre manovre individuate nel caso in cui ci si trovi di fronte a casi in cui prevalgono comportamenti oppositivi oppure comportamenti provocatori; in tutti i casi, comunque, l’obiettivo è quello di ristabilire una sana relazione, nella quale i sentimenti di ostilità lasciano spazio alla complicità.

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